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“IL DENTISTA HA DETTO CHE AVREI BISOGNO DI UN LOGOPEDISTA…”

 

Spesso il Logopedista collabora con l’Ortodontista … ma perché?

 

L’apparecchio ortodontico a volte non è sufficiente per risolvere una malocclusione, infatti questa può inserirsi in un quadro più ampio di squilibrio muscolare oro-facciale reso evidente dalla deglutizione deviante.

 

Che cos’è la deglutizione deviante?

 

La deglutizione atipica o deviante consiste nella scorretta posizione della lingua durante l’atto della deglutizione; è una condizione patologica in cui persiste una deglutizione caratterizzata da una spinta della lingua in avanti contro o in mezzo alle arcate dentali.

 

Le cause possono essere molteplici, tra le quali:

· ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi

· alterazioni anatomiche degli organi buccali (es.: frenulo linguale corto)

· abitudini viziate come la suzione del pollice o del ciuccio

 

Il Logopedista in questi casi si occuperà della rieducazione delle disfunzioni della muscolatura orale, facciale e respiratoria, che frequentemente coesistono con alcuni tipi di malocclusione, guidando verso una dinamica deglutitoria ed una postura della lingua a riposo corrette. L’intervento del Logopedista, affiancato al lavoro dell’Ortodontista, esclude inoltre il rischio che una spinta inadeguata della lingua vada a contrastare la  funzione che svolge l’apparecchio ortodontico.

 

Ma quali sono le conseguenze di una deglutizione deviante, oltre al persistere della malocclusione?

 

Sapendo che nell’arco delle 24 ore deglutiamo da un minimo di 500-750 a 2000 volte e che la pressione esercitata dalla punta della lingua è di circa 1 Kg, vediamo che durante le 24 ore, la  zona dove viene a scaricarsi la spinta della punta della lingua deve sopportare una pressione di  circa 2000 Kg. Se tale zona non è quella giusta, sono possibili anche ripercussioni negative sulla postura generale dell'individuo. Infatti la lingua è collegata con il sistema cranio-cervico-mandibolare e quindi la funzione della lingua può essere considerata parte dell'equilibrio globale del corpo. Una deglutizione patologica porta in avanti il capo con conseguenze soprattutto sulla colonna cervicale, ma determina anche un alterato funzionamento dell’appoggio dei piedi. Quindi un’alterata postura linguale comporta un’alterazione della postura generale, tale da rendere necessario, in alcuni casi, l’intervento di professionisti specializzati quali l’Osteopata.

 

Altre conseguenze della deglutizione deviante sono rappresentate da respirazione orale, infiammazione di tonsille e adenoidi, sinusiti da ristagno di muco, otiti croniche catarrali, disturbi della muscolatura oculare (strabismo,cefalea), aerofagia, vertigini, difetti di pronuncia.

 

Suzione protratta e abitudine viziate: nemici da contrastare!

 

E’ dimostrato che la persistenza della suzione di biberon e ciucco oltre l'età necessaria (circa i 24   mesi) determina la comparsa di disfunzioni facio-oro-deglutitorie. Il succhiamento del dito è ritenuto fisiologico nei neonati e nei lattanti; diventa invece anomalo se persiste a lungo nel tempo, soprattutto dopo i quattro anni di età, causando problematiche a livello ortodontico, respiratorio, linguistico, masticatorio e deglutitorio.

 

Non sono da sottovalutare le abitudini viziate, prima di tutte l’onicofagia, ovvero il vizio di mangiarsi le unghie, ma anche la dermofagia,  vizio di mangiare le pellicine, e la lapisfagia, che invece indica l'abitudine a mordicchiare le penne o le matite. Altre parafunzioni sono il mordicchiamento di labbra o guance, il leccare ripetutamente le labbra e il bruxismo. Dal punto di vista ortodontico, se presenti in modo consistente in termini di tempo e intensità, tali vizi provocano danni all'apparato dentario quali abrasioni e morso aperto.

 

In conclusione, la rieducazione logopedica diminuisce il rischio di recidive dal punto di vista ortodontico, e previene importanti conseguenze a carattere generale secondarie alla deglutizione deviante.

 

© Dr.ssa Gloriana LA GROTTERIA, logopedista

 

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